Materiali


Sintesi del progetto La lingua del diritto, dalla selezione in Ateneo (2015) al giugno 2017. Il progetto è nato nel 2015 dalla collaborazione dei due Dipartimenti di Giurisprudenza e di Studi Umanistici e dalla convergenza di altre competenze e discipline dell’Ateneo chiamate a dare un apporto qualificante.

Progetto Strategico Tematico di Ateneo

La lingua del diritto.

Scrittura tecnica e cultura linguistica per il buon funzionamento della pubblica amministrazione e della giustizia


Referenti:

Andrea Bollani , Clelia Martignoni , Elisabetta Silvestri

Strategicità della proposta

Il problema di fondo cui il progetto risponde è ciò che Luigi Ferrajoli, allievo di Norberto Bobbio, ha chiamato il “dissesto del linguaggio delle leggi” e la “ disfunzione del linguaggio normativo”. Questo “dissesto”, che ha gravi ricadute nella pubblica amministrazione e nell’amministrazione della giustizia, si mostra nella presenza nei testi legislativi di espressioni obsolete, confuse, di significato oscuro e talora contraddittorio, e persino di errori di grammatica e di sintassi.

Se il diritto moderno, attraverso lotte sociali e politiche, ha conosciuto l'allargamento progressivo delle tutele dei consociati, sia come individui sia nelle formazioni sociali, nell'attuale espansione dei collegamenti globali e nel superamento tecnico e politico dei confini territoriali è altissima l'esigenza di ulteriori e nuove garanzie.

Il buon funzionamento delle istituzioni è fra i temi più attuali, nella prospettiva della crescita civile e economica dell’Italia nel contesto europeo. Tra le urgenze, si pone anche l’aggiornamento e la chiarezza del linguaggio della legge, attraverso uno sforzo di comprensione e studio del fenomeno, e in omaggio al principio della lealtà comunicativa, che la presente ricerca mette al centro di un rinnovamento teorico e pratico.

È necessario elaborare testi giuridici, pubblici e privati, il più possibile comprensibili ed efficaci (legal drafting), intendendo questo processo come uno strumento di progresso civile, che unisca la tutela dei diritti con l’incisività e la trasparenza dell’azione pubblica e degli operatori economici.

Il progetto, che non ha equivalenti per originalità sia in prospettiva locale sia a livello internazionale, valorizza le competenze disciplinari molteplici dell’Ateneo , facendole convergere in una ricerca e in una pratica didattica ampie, coese, inclusive di più saperi.

Esso richiama l’attenzione in primo luogo sul doppio versante della lingua del diritto: l’efficacia dell’amministrazione (incluso il processo civile e penale); la comprensibilità dei documenti giuridici (pubblici e privati) come elemento caratterizzante lo statuto di cittadinanza in senso moderno . Entrambi gli aspetti sono essenziali per il corretto funzionamento delle istituzioni pubbliche, per la migliore efficacia dei rapporti giuridici tra privati, e per l'attuazione stessa dei diritti.

Il progetto rivela inoltre l’affascinante spessore concettuale, culturale, storico, linguistico del documento giuridico, la sua funzione civile, radicata nella realtà socio-culturale e nelle sue vicende. Il rinnovamento della scrittura tecnica non può prescindere dall’analisi di fenomeni storico-culturali-antropologici vasti e profondi (linguistici, letterari, concettuali, etico-politici, psicologici, neurologici ) .

La produzione e interpretazione di testi giuridici assume particolare rilievo nel contesto globale plurilinguistico e di molte culture. E sono fondamentali oggi gli aspetti del reperimento dell’informazione e l’accessibilità dei siti web.

Con questa tematica, l’Ateneo di Pavia promuove un’originale azione di progresso civile, tesa alla tutela dei diritti e all’efficacia della gestione pubblica , su un tema diffusamente percepito ma mai davvero concretamente intrapreso .

Dal punto di vista istituzionale il progetto ha subito acquisito la preziosa e determinante collaborazione con il Senato della Repubblica, che mira a fare dell’Università di Pavia un interlocutore permanente sulla verifica di qualità dei testi normativi e sull’elaborazione di forme tipiche della legislazione. Sul piano storico-culturale c’è stata anche l’adesione dellAccademia della Crusca.

Si manifesta così la vocazione dell’Ateneo a riconoscere e congiungere il suo eccellente patrimonio di competenze per obiettivi socialmente rilevanti, e la sua capacità di cooperare positivamente con le maggiori Istituzioni civili e culturali del paese. Attività seminariali a carattere interdisciplinare e l'organizzazione di un Master di primo livello assicureranno efficaci ricadute didattiche e formative.

Descrizione delle linee di lavoro del progetto e dei risultati conseguiti sino al giugno 2017

Lo sviluppo complessivo del progetto scientifico-formativo focalizza il tema della lingua del diritto, puntando sul rinnovamento della scrittura tecnico-giuridica, anche grazie a un ampliamento e approfondimento delle basi culturali . Due le direzioni in cui opera il progetto: da un lato aggrega le plurime competenze disciplinari e gli interessi culturali e scientifici presenti nell’Ateneo “allo stato diffuso”; dall’altro si indirizza all’esterno, verso le istituzioni pubbliche, la vita civile, le organizzazioni della società civile e altri centri di ricerca.

Sono sostanzialmente tre gli obiettivi:

1) critica delle esperienze di legal drafting e plain language (dalla legislazione alla contrattazione).

2) articolazione, trasmissione, recezione, applicazione del testo giuridico.

3) misurazione dell’incidenza del linguaggio sull’efficacia del diritto; rapporto fra comprensione dei testi e esercizio dei diritti.

L’intento è di superare la semplice predisposizione di linee-guida per la redazione di atti normativi, collegando la scrittura tecnica ai suoi complessi percorsi storici, culturali, linguistici. La rivitalizzazione della lingua giuridica, mirata all’efficienza della comunicazione, è approfondita in una riflessione culturale ad ampio raggio, che distingue fra i vari tipi di situazione comunicativa e diversifica i modi di redazione in rapporto ai differenti destinatari degli atti giuridici. È fondamentale e trasversale il principio di lealtà comunicativa, come premessa al buon funzionamento della giustizia e dell’amministrazione.

Le competenze e gli interessi culturali diversi mobilitati nel progetto prevedono vari sottotemi, che possiamo compendiare così:

-Analisi della formazione storica dei linguaggi tecnici dal diritto romano ad oggi.

-Traduzione come ri-enunciazione concettuale; problemi del multilinguismo e del multiculturalismo.

- Dal testo al processo: argomentazione, strutture testuali, analisi linguistica pragmatica.

- Aspetti delle neuroscienze, della psichiatria, in relazione alla lingua del diritto.

- Linguistica forense e perizie.

- Corpora giuridici e informatica.

Il progetto vorrebbe operare sul fronte di tutti i settori del diritto, combinando molteplici approcci intra- ed extra-giuridici, trasferendo da un settore all’altro le “combinazioni” più promettenti, e variando i metodi in funzione delle esperienze di ricerca compiute.

In tal senso, la più efficace ipotesi che anima il progetto è l’attivazione di un laboratorio permanente sulla lingua del diritto, aperto al contributo di una pluralità di saperi, e ispirato al suddetto principio etico-istituzionale della lealtà comunicativa come premessa alla tutela dei diritti .

Riteniamo che la parte più significativa degli obiettivi – sul piano della ricerca, della formazione e della “terza missione” – si concretizzi nella collaborazione con il Senato della Repubblica, formalizzato con apposita Convenzione tra le due Istituzioni, firmata il 14 aprile 2016 dal Presidente del Senato e dal Magnifico Rettore dell’Università di Pavia. Ne è discesa in particolare l’attivazione congiunta di un Master post-laurea di primo livello, che sarà attivato nella nostra Università dall’a.a. 2017-2018, La lingua del diritto. Comprensione, elaborazione e applicazioni professionali. Il Master ha acquisito nel frattempo anche la collaborazione del CNR, e di Éupolis Lombardia, tutte sancite da convenzioni. Gli obiettivi formativi del Master sono essenzialmente: verificare la qualità dei testi giuridici e misurarne la comprensione; approfondire ed elaborare modalità efficaci di comunicazione dei contenuti giuridici; formare la/alla lingua del diritto.

La collaborazione del Senato della Repubblica non si limita al Master.

Essa si esprime anche nell'organizzazione di giornate di studio e di seminari sul tema oggetto del Progetto, e sui suoi vari e molteplici aspetti. In particolare, la collaborazione ha prodotto sinora due brillanti e rigorose giornate di studio (Le parole giuste e Il linguaggio giuridico nell'Europa delle pluralità), svolte presso il Senato, nell’aprile 2016 e nel novembre 2016, con gli Atti a stampa sempre a cura del Senato.

Inoltre si manifesta nell'ambito dell’insegnamento "La lingua del diritto" (Dipartimento di Giurisprudenza), con lezioni ed esercitazioni sulla redazione e revisione di testi legislativi da parte di consiglieri parlamentari, che culminano annualmente in uno stage degli studenti meritevoli presso il Servizio per la qualità degli atti normativi del Senato stesso.

Sono previsti ulteriori iniziative scientifico-divulgative su temi specifici.

Le conclusioni del progetto nel suo insieme scientifico e didattico saranno presentate in un convegno finale.